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UniFi Dottorato di Ricerca in Storia delle Arti e dello Spettacolo

XXXIII ciclo

fototessera 

Nato a Gubbio (Pg) il 30/05/1991, ha conseguito la maturità classica con votazione 100/100 nel luglio 2010. La sua formazione universitaria si è svolta presso l’Università degli studi di Siena, dove ha ottenuto la laurea triennale in Scienze dei Beni Culturali nel dicembre 2013 e successivamente quella magistrale in Storia dell’Arte nel marzo 2017, entrambe con votazione di 110/110 e lode. I suoi studi si sono finora concentrati sulla produzione artistica, prevalentemente pittorica, a Siena e in Toscana tra Trecento e primo Cinquecento.

Tesi di Laurea magistrale: Girolamo Genga pittore: gli inizi e l’attività tra Firenze e Siena

Relatore: Prof. Alessandro Angelini

Discussa  nel marzo 2017, presso l'Università degli Studi di Siena.

Progetto di ricerca: Storia artistica dell’Abbazia di Monteoliveto Maggiore dall’ultimo generalato dell’Abate fra Domenico Airoldi (1511-1513) alla metà del Seicento.

Abstract: Scopo della ricerca è quello di ricostruire una parte della storia artistica dell’Abbazia di Monteoliveto Maggiore, archicenobio dell’ordine Olivetano. Gli sforzi si concentreranno prevalentemente in un lasso cronologico che si estende dall’ultima elezione a padre generale di Domenico Airoldi, all’indomani della celebre campagna decorativa che interessò il Chiostro Grande dell’Abbazia, fino alla metà del Seicento. Non si esclude comunque l’eventualità di estendere il termine cronologico da indagare fino alla seconda metà del Settecento, quando la Chiesa del monastero fu oggetto di un importante intervento di ammodernamento. Anche per il periodo preso in esame, Monteoliveto Maggiore continuava ad essere uno degli ordini a regola benedettini di riferimento sia in Toscana che nell’intera penisola, senza smarrire la vitalità culturale e politica che aveva caratterizzato i suoi primi due secoli di storia. Tuttavia, le trasformazioni artistiche e architettoniche che interessarono l’abbazia in questo arco temporale hanno finora attirato attenzioni piuttosto sporadiche da parte della critica. Nella maggior parte dei casi, anche le opere meglio note agli studi - come i vari interventi pittorici di Bartolomeo Neroni o gli affreschi di fra Paolo Novelli nella Sala del Refettorio- sono state affrontate in maniera per così dire ‘tangenziale’, senza che fosse avvertita l’esigenza di contestualizzare tale testimonianza all’interno del più ampio quadro della storia dell’abbazia. Pertanto, l’intento ultimo del progetto è proprio quello di riuscire a tessere insieme interventi decorativi tra loro anche molto diversi per natura, funzione, stile e cronologia entro un’unica trama, che sappia fornire l’immagine più omogenea possibile dell’abbazia nel periodo preso in esame.

 
ultimo aggiornamento: 22-Gen-2018
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