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UniFi Dottorato di Ricerca in Storia delle Arti e dello Spettacolo

XXXIV ciclo

Giovanni Pescarmona

Nato ad Alba nel 1991, si è laureato con lode in Storia dell’arte presso l’Ateneo fiorentino nel 2018.

Nel 2017 ha svolto un semestre di studi alla Sorbonne 1 di Parigi, ed un tirocinio presso la galleria di arte antica G. Sarti.

Le sue ricerche sono concentrate sulle possibilità di indagine e di comunicazione del patrimonio storico-artistico offerte dalle tecnologie di visualizzazione digitale. Collabora con musei ed istituzioni attivi sul territorio fiorentino (Musei di Fiesole, Opera di Santa Croce) allo sviluppo di progetti di valorizzazione di natura digitale.

Laurea magistrale: iConnoisseur. Un progetto didattico multimediale per il Museo Bandini di Fiesole; 27 Aprile 2018, Relatore Sonia Chiodo, Correlatori Silvia Borsotti e Andrea De Marchi, Università degli Studi di Firenze.

Progetto di ricerca: Visualizzare, Interagire, Conoscere. Un’esperienza virtuale del tramezzo di Santa Croce a Firenze.  

Abstract: Il progetto si propone di creare un’ esperienza virtuale del perduto tramezzo della Basilica di Santa Croce a Firenze. Questo elemento architettonico, demolito per ordine dell’allora Duca Cosimo I De Medici nel 1566, modificava radicalmente l’aspetto del vasto spazio ad aula che caratterizza, ancora oggi, la principale chiesa francescana fiorentina. La struttura del tramezzo era riccamente decorata con apparati scultorei e pittorici e svolgeva una complessa serie di cruciali funzioni legate al culto: pulpito per le predicazioni, membrana divisoria fra la zona riservata ai laici e quella dedicata ai frati, zona di sepoltura e di erezione di altari famigliari…

Nel corso degli ultimi 50 anni, gli studi legati ai tramezzi hanno fatto notevoli progressi e ci hanno permesso di approfondire le nostre conoscenze riguardo a queste partizioni interne dello spazio ecclesiale medievale. Tuttavia, le sperimentazioni digitali legate a questo contesto sono ancora in una fase embrionale. Lo scopo della mia ricerca è quello di definire una chiara metodologia di rappresentazione digitale che possa rendere conto della complessità del modello visualizzato e che renda accessibili, al contempo, i metadati sottesi alla sua realizzazione. Tale esperienza virtuale si potrà avvalere delle nuove tecnologie di realtà mista, quali la realtà virtuale e la realtà aumentata, per poter reintegrare il modello architettonico all’interno dell’ambiente reale - ed esistente - della basilica, ricomponendo virtualmente un insieme smembrato e generando una nuova consapevolezza dello spazio ecclesiastico medievale. Un simile prodotto potrà fungere da prototipo per la raccolta di fondi volta all’implementazione di tecnologie più complesse.

 
ultimo aggiornamento: 08-Ago-2019
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