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UniFi Dottorato di Ricerca in Storia delle Arti e dello Spettacolo

XXXIV ciclo

Curriculum vitae

E' una restauratrice. Ha frequentato il corso di laurea magistrale della Scuola di Alta Formazione dell'OPD, diplomandosi con la votazione di 110 e lode/110 con menzione. Ha svolto stage presso la Galleria Nazionale di Arte Moderna e Contemporanea di Roma ed il Museo del Prado a Madrid. Ha collaborato con la Collezione Peggy Guggenheim al progetto di ricerca europeo Nanorestart per l'applicazione delle nanotecnologie al restauro dell'arte contemporanea.

Titolo della tesi di laurea:

Sabbath Phantoms (1939): Studio di una tecnica artistica inedita, progetto ed intervento di restauro del dipinto su vetro in trasparenza del pittore surrealista Kurt Seligmann.

Rilasciato:20 aprile 2018 a Firenze presso l'Opificio delle Pietre Dure, Firenze.
Relatore coordinatore: Francesca Bettini.

Titolo del Progetto di dottorato:

L'impiego delle nanotecnologie per la pulitura delle opere moderne e

contemporanee in relazione alle specifiche caratteristiche e problematiche: un confronto tra metodologie tradizionali e di nuova generazione.

Progetto in breve

Il progetto vuole studiare l'opera pittorica dell'artista bolognese Giorgio Morandi in virtù di aspetti quali modus operandi, aspetto superficiale, materiali adoperati, in relazione alle loro implicazioni conservative e con il fine ultimo di proporre metodologie innovative e scientificamente avanzate per l'approccio alla delicata fase di pulitura delle opere dell'artista e, più in generale dei dipinti contemporanei.

Purtroppo in passato la poca considerazione dell'importanza della materia originaria e la scarsa conoscenza delle specificità dei singoli artisti hanno prodotto restauri zelanti, con profonde modifiche alle opere. Verniciature non previste, foderature e puliture aggressive complicano oggi la corretta lettura anche di dipinti relativamente giovani.

Il progetto parte dallo studio di aspetti specifici dell'opera di Giorgio Morandi, quali ad esempio l'impiego prima di colori realizzati artigianalmente dall'autore e poi di tubetti industriali, l'aspetto superficiale delle opere e l'impiego o meno della vernice, per poi giungere attraverso valutazioni critiche agli aspetti più squisitamente tecnico-scientifici del restauro, quali le metodologie di intervento su queste opere e la possibilità di applicazione di innovativi materiali nanostrutturati per la pulitura dei dipinti. Infatti i materiali fino ad oggi a disposizione dei restauratori risultano insufficienti a far fronte alle specifiche esigenze delle opere moderne e contemporanee, particolarmente delicate e sensibili. Le nanotecnologie offrono, attraverso nanogels, tensioattivi autodegradanti e microemulsioni, nuove possibilità per rimuovere in maniera sicura e controllata sostanze filmogene e particolato atmosferico dalla superficie di manufatti che sarebbe impossibile trattare altrimenti.

 
ultimo aggiornamento: 26-Ago-2019
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