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UniFi Dottorato di Ricerca in Storia delle Arti e dello Spettacolo

XXXIV ciclo

Si è laureata presso l’Università di Firenze con una tesi dedicata all’edizione critica e traduzione della Vaiasseide, poema eroicomico seicentesco di Giulio Cesare Cortese, del quale ha messo in risalto gli aspetti teatrali.

“Teatralità nella Vaiasseida (1628) di Giulio Cesare Cortese. Studio critico, edizione, traduzione”. Tesi di laurea magistrale in Scienze dello Spettacolo discussa presso l’Università degli Studi di Firenze il 21/04/2017.Relatrice Prof.ssa Teresa Megale, Correlatori Prof. Siro Ferrone, Prof.ssa Francesca Simoncini

Ha continuato gli studi come borsista della Fondazione G. De Vito, con una ricerca sull’iconografia della zingara nel ’600 in ambito napoletano, in corso di stampa presso la rivista Ricerche sul ’600 napoletano. Scrive di teatro per Binario di Scambio_Compagnia teatrale universitaria e per alcuni siti e blog di settore.

  1. Titolo del progetto di ricerca:

“Censimento dei teatri e degli spazi di spettacolo nella Napoli del secondo ’600 ”

 

  1. Sunto del progetto,

La ricerca si propone di censire i luoghi di spettacolo del capoluogo partenopeo nel XVII secolo, sistematizzando i dati già noti ma non ancora ordinati e approfondendo in questo modo la conoscenza dell’ampio panorama teatrale della Napoli seicentesca, capitale del Viceregno nella quale si svolgono la maggior parte delle attività di pubblico spettacolo del Meridione. Sarà dunque costruito e compilato un database nel quale saranno inserite le informazioni più importanti riguardo agli spazi: in particolare sarà individuato il luogo, un periodo di utilizzo, eventuali ampliamenti e/o ricostruzioni, il genere di rappresentazione che vi avveniva (uno o più di uno) e le fonti documentarie dalle quali l’informazione è stata desunta. In particolare sarà analizzato il periodo tra il 1656, anno della tragica peste, e il 1707, ultimo anno di reggenza del Viceregno spagnolo. Saranno presi in considerazione sia i teatri ufficiali che la miriade di spazi non prettamente creati per l’utilizzo scenico, ma che per questo vengono utilizzati in alcune, determinate situazioni e per alcune, spesso precise forme spettacolari. Dalle “stanze”, dove si esibiscono i Comici dell’Arte ai luoghi del teatro musicale, vero protagonista della seconda metà del Seicento grazie alla nascita dell’opera buffa; ma anche le Accademie, i collegi, i conventi e le chiese, spazi di sperimentazione intellettuale e pratica teatrale, passando dagli spazi pubblici, piazze e strade che diventano luoghi consueti di spettacolo per ciarlatani e imbonitori ma anche di fastose cuccagne, e dalle corti, prima tra tutte quella vicereale, in cui gli aristocratici festeggiavano matrimoni, battesimi e funerali organizzando fastosi ricevimenti, con giochi cavallereschi, tornei e caroselli.

Una topografia molto ampia e diversificata, che vuole far luce sulla numerosità delle occasioni spettacolari e sulla varietà delle forme e delle modalità di rappresentazione e di fruizione che si potevano trovare a Napoli, al fine di dare il senso della “teatralità diffusa”, termine spesso usato per il capoluogo partenopeo.

 
ultimo aggiornamento: 11-Dic-2018
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